Critica

"I quadri di Giuliani non li vediamo davanti a noi, li sentiamo nell'animo. Non sono paesaggi da guardare, sono esperienze da vivere; ciò che vediamo con gli occhi è solo l'immagine di quanto è già dentro di noi". Le forme e i colori che popolano i suoi dipinti ci trascinano in una dimensione che va oltre il mondo il visibile, oltre la dimensione razionale. E' come se i segni nell'opera esistessero al di là di ciò che appare, è come se già ci appartenessero e si rendessero visibili solo tramite i suoi quadri. Sembra che l'arte di Giuliani, così come il sogno, sia il canale capace di rendere visibile questa dimensione nascosta; è il ponte tra il mondo reale e il mondo interiore. Nei suoi paesaggi dipinti riconosciamo i nostri stati d'animo e, ritroviamo l'essenza. Macchie di colore, forme e linee che traducono per noi le nostre emozioni più profonde, sono i paesaggi dell'anima ".

Giacomo Belloni

Nella storia dell'arte o meglio nello studio, approccio alla storia dell'arte, siamo stati in qualche modo abituati, a volte costretti, a "riconoscere" la mano dell'artista: attraverso il colore, come confondersi con quelli particolari di Domenico Veneziano, di Piero della Francesca, Rosso Fiorentino fino a Kirchner o Gauguin! oppure attraverso il segno, dallo stile del "bel disegno" fino ad arrivare alle "cifre" dell'astrattismo; dai soggetti come nel periodo del romanticismo o dell'impressionismo; o dalle periodizzazioni stesse, cui gli storici dell'arte ci hanno abituato. Non sono pochi gli artisti che non rispondendo a certi canoni, o di difficile collocazione, o per una loro personalità non "svendibile", non accomodanti, non hanno incontrato una fortuna critica.

Lucrezia Fusco